«Quello che devi fare fallo al più presto» (Giovanni 13,27), è il grido che lanciano le ex-dipendenti del servizio Emergenza Infanzia 114 dall’alto del campanile della splendida chiesa di S. Francesco Saverio all’Albergheria, che hanno occupato da ieri sera, al Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, affinché si faccia immediata chiarezza sull’incresciosa situazione che si sta verificando nella delicata gestione di un servizio di fondamentale e spesso vitale importanza come quello dell’emergenza ai bambini in pericolo.
Dura ormai da quasi due mesi questo contrasto al demansionamento qualitativo causato dalla sostituzione di oltre 30 laureate con l’ingresso di giovanissimi volontari del servizio civile.
La Onlus, forse promuovendosi a società per azioni capace di aver razionalizzato le spese, non ha minimamente cognizione dei gravi danni e disservizi che i piccoli subiscono proprio a causa di questa iniziativa.
E tutto questo puntualizzando che, per la proroga fino ad aprile da parte del ministero, viene incluso lo stesso aiuto economico finora previsto. In poche parole, l’ente percepisce i soldi per gestire il numero di emergenza 114 utilizzando i volontari del servizio civile pagati dallo stato, sovrapponendo questi ultimi a responsabilità di non loro pertinenza.
Chissà se dall’alto di un campanile il loro grido verrà ascoltato, ci vorrebbe un miracolo.
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